BARBIE IN POCHE PAROLE
Dio mio il rosa. In quanto ex bambino, ora giovane uomo, di sesso maschile sono obbligato per contratto a odiare quel colore. Non è colpa mia, sono stato socializzato così. È come un cane di Pavlov che prova a non sbavare quando sente una campanella o un tifoso del Verona che trattiene le mani di fronte a un africano. Non può succedere. Ecco in sto film il rosa sta ovunque, letteralmente ovunque. Addirittura ho letto di sfuggita tempo fa che per fare le scenografie ne hanno comprato così tanto da mandare in crisi il mercato mondiale dei colori, però boh si sa come funziona la pubblicità e quindi resto scettico. Il rosa è roba da femmine dicevamo, e per i maschi risulta facilmente indigesto.
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| ringraziamo Pantone per l'esempio di "rosa" |
Insomma è chiaro a tutti che il colore solitamente associato al genere maschile è l’azzurro ma qualcuno ha mai davvero capito perché? Come mai l’azzurro è maschio e il rosa è femmina? Che poi sia chiaro, parliamo di quel bell’azzurro che sta nei fiocchi che mettono alle finestre quando nasce un bel maschietto, non la versione pallida e slavata che si trova solitamente associata a simboli di natura LGBT che sì comunque è un bel colore ma non è questo il punto. Stavamo dicendo: colori da maschio e colori da femmina. Il rosa è da donna e l’azzurro è da maschio ma esistono altri colori che hanno questa valenza? Ad essere onesti non me ne vengono in mente altri perché ad esempio il rosso è sangue, violenza, ma allo stesso tempo è anche passione e amore. Ecco un altro bel colore è il nero solo che vabbè oramai se ne sono completamente appropriati i fascisti quindi sì per la natura stessa politica del movimento diventa un colore di violenza e morte e quindi viene associato a qualcosa di maschile direi. Una brutta storia non c’è che dire ma non l’ho scritta io. Tra l’altro il nero è anche il colore dei vestiti da sera super eleganti, sia maschili che femminili quindi sì insomma ogni colore ha la sua vita molteplice e adatta a più interpretazioni.
Tutti i colori? Non proprio in realtà. Ce ne è sempre uno che resta fuori. Un colore che a pensarci bene nell’immaginario collettivo mi sembra associato sempre e comunque ad un solo ambito: IL ROSA. Siamo onesti ci sono solo due robe rosa famose: le femmine e i ciclisti ma sinceramente a chi importa dei ciclisti? Al contrario invece delle femmine ci importa tantissimo da bravi maschietti quali siamo non pensiamo mai ad altro no? Beh dipende insomma gli stereotipi ci vogliono sempre con la testa verso le vagine altrui ma mi sembra riduttivo. A proposito di stereotipi e di colore rosa mi viene in mente quando io, tremendo bambino forse innocente forse infido e perfido, dissi ad una bambina vestita tutta rosa confetto, tutta bellina e curata, fiera della sua scelta stilistica, che era vestita “color maiale”. I bambini si sa sono spesso la voce del più puro sguardo sull’uomo ma allo stesso tempo sanno essere cattivi come poche cose al mondo. Adesso a ventiquattro anni non so più quale lato della mia infantile personalità stesse rivolgendo quelle parole allora ma ne riconosco il carattere fortemente offensivo. MA ECCO all’improvviso l’illuminazione. Il rosa. Il colore rosa. Il colore associato unicamente alla femminilità in ogni suo aspetto. Il rosa è il colore del maiale. Il rosa è il colore del prosciutto. Il rosa è il colore della mortadella. Il rosa è il colore dei salumi, della carne e di tutto quel ben di Dio che la sacra terra emiliana porta sulle nostre tavole e nei nostri cuori insieme al colesterolo. Questa è l’appropriazione che cerco, la quadratura del cerchio, il modo per vedere un film interamente rosa senza far scattare quel riflesso automatico che dice “meh un colore da femmine”. Oggi finalmente dico no. Il rosa non è un colore da femmine bensì un colore da allevatore di maiali. E il mondo improvvisamente assume tutto un altro senso
Cosa? Ah già oddio Barbie in poche parole. Beh il film è simpatico, trama classica molto leggera col viaggio dell’eroe bla bla momento di difficoltà risoluzione finale etc. In certi punti forse un po’ si perde per far andare avanti la trama ma ci sta. È un film su una bambola, anzi sulla bambola per eccellenza nella sua incarnazione più stereotipata. Ovviamente è un film che porta un messaggio™ perché oramai se non hai il messaggio™ non puoi degnamente chiamarti film. È un bel messaggio e la gente che se ne lamenta dovrebbe cominciare a chiedersi se vive nel 2023 o nel 1950. In ogni caso la critica che mi sento di fare è che a volte sto messaggio™ è sottile come un dirigibile e un pochino toglie il focus dalla storia ma ehi, è un tema di cui è difficile parlare e che non spetta di certo a me trattare. Preferisco mille volte delirare sul colore del maiale che è più divertente e mi sento pure più esperto. Insomma non lo riguarderei perché si menano troppo poco e poi dio mio ci sono pure le canzoni ma vabbè questa è un’altra storia. Andatelo a vedere invece di leggere recensioni cercando motivi per lamentarvi. Giudizio finale: è il peggior film riguardante la MATTEL che io abbia mai visto (ne ho visti due).
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| Ha appena visto Barbie e sta riflettendo sul Messaggio™ |


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