TRILOGIA DELLA CITTA DI K, OVVERO MA CHE CAZZO HO APPENA LETTO

Su consiglio di un amico da mesi avevo in testa di leggere la Trilogia della città di K scritto da Ágota Kristóf. Questo amico me lo aveva consigliato perchè sono un grande fan di Mother 3 e a quanto pare l'ideatore del gioco si è fortemente ispirato ai personaggi e ai temi del romanzo. Beh che dire, già solo con una presentazione così per me il libro era già comprato a scatola chiusa e considerando che non ne avevo mai sentito parlare prima a priori assumeva un valore dieci volte maggiore (oh sì voglio solo consumare media di nicchia allontanate da me tutto ciò che è mainstream vi prego). Questo suggerimento mi venne dato circa un anno fa se non ricordo male (cosa plausibile, il ricordare male intendo) e fino alla scorsa settimana quel nome e quel titolo erano solo un ricordo ma niente che cercassi attivamente. Poi all'improvviso a caso una mattina mi sveglio e decido di andare in libreria. Decido di comprare un libro che porca miseria in sti mesi sto leggendo poco ed è uno scandalo una rapina per il mio cervello quindi vai cosa ho nell'elenco di libri che voglio leggere su Goodreads? Il Conformista di Moravia? Nah famoso. Il Processo di Kafka? Iniziato ma mai finito non ricordo perchè e comunque basta scrittori mittleuropei mi son letto troppo Canetti.Quella vacca di Nonna Papera di Claudio Bisio? Scelta interessante e assolutamente paragonabile alle prime due. Poi scorrendo trovo la Trilogia e una lampadina si accende. Sì dai diamoci un tentativo. Libro ordinato nella fidata libreria di paese e dopo pochi giorni parte la lettura. Risultato? Letto tutto d'un fiato in una serata e pensare alla trama non mi ha fatto dormire molto la notte. Promettente, no?


 

IL DOPPIO, LA FINZIONE, LE SCATOLE CINESI, LA GUERRA

Partiamo dai fatti. Quelli innegabili, immodificabili, non negoziabili. Questo libro è composto da tre parti pubblicate in un periodo di cinque anni ed è interessante come il loro essere strettamente intrecciate le renda assolutamente inseparabili. Basta fare una prova e leggere l'inizio del secondo libro senza aver letto il primo. Comunque questo libro parla della guerra e di due gemelli sfollati in una piccola città con la nonna. Quadro idilliaco in pieno stile romanzo sulla seconda guerra mondiale. Oh guarda l'innocenza della gioventù che si scontra con l'orrore e le atrocità di una guerra mondiale in cui la quotidianità si trasforma in un piccolo inferno. Sì tutto molto bello molto classico MA (un ma enorme) in questo libro i due ragazzini protagonisti sono due sociopatici. Il ribaltamento è incredibile e onestamente mi ha fatto sorridere. Sì certo ci sono gli errori della guerra ma sti due matti rubano, uccidono a sangue freddo animali per il gusto di farlo, ricattano il prete di paese eccetera eccetera. Allo stesso tempo mantengono però una strana forma di onore e innocenza: non fanno mai la spia, mantengono le promesse, si vendicano in maniera violenta di chi ha compiuto qualche torto arrivando a sfigurare una persona. Insomma ste due pesti che la fanno da protagonista per la prima parte del libro sono uniche. Ah tra l'altro tutto il panorama dei comprimari è grottesco e irreale quanto loro: dalla vicina che fa sesso coi cani all'ufficiale nemico omosessuale. I due gemelli sono particolari a dir poco. Tutto il primo libro è narrato in prima persona plurare (noi facciamo, no decidiamo etc). I due gemelli pensano, agiscono, parlano insieme e in contemporanea.

che cari bambini non farebbero male ad una mosca. Spero che la loro madre stia bene e non sia in nessuna maniera morta/pazza


 Insomma il primo libro è strano pieno di gente strana e eventi strani ambientati su quello che sembra a tutti gli effetti essere il fronte orientale della Seconda Guerra Mondiale. Per certi versi mi ha ricordato Kaputt di Curzio Malaparte che è quel libro che mentre lo leggi ti prende a cazzotti nello stomaco e ti fa dubitare di ciò che effettivamente stai leggendo. Adesso non voglio dire troppo delle altre due parti del libro ma la cosa più incredibile riguarda proprio il modo in cui le due parti successive distruggono, costruiscono e distruggono ancora la prima parte. Realtà e finzione vanno a mescolarsi e nell'arco di un romanzo mettiamo in dubbio più volte la storia e la ricostruzione della storia. Dubitiamo i personaggi, il loro nome e il loro ruolo. Esistono davvero? L'autore del libro che stiamo leggendo non esiste oppure è il protagonsita stesso insieme al fratello gemello che non vede da cinquant'anni. E chi ha scritto la prima parte? In tutto questo entra fortissimo il tema del doppio. Classico intramontabile dai tempi del Dottor Jekyll e Mr. Hyde rifatto e adattato in milioni modi non può non presentarsi in un libro in cui i protagonisti principali sono due gemelli. La cosa assurda è però come i gemelli in questione non siano un doppio ma una figura unica che si muove all'uninsono. Quando finalmente si separano il gemello smette completamente di essere, cancellato, non è mai esistito. Quando alla fine ritorna la domanda che resta non è se i due gemelli siano il doppio l'uno dell'altro ma se tutto sia realmente successo. Chi è scappato? Chi è rimasto? è un rompicapo che trova forse soluzione nel terzo libro e anche allora fa male e mostra l'insensatezza di due vite che non sono servite a niente in un mondo di nulla.

Come già detto questo libro è una grande finzione. Non solo perchè è un romanzo (grazie eh incredibile lo so) ma perchè il narratore stesso non è affidabile. Per affidarmi ad un termine che negli ultimi anni viene usato un sacco e a sproposito questo romanzo ha una dimensione di metanarrativa. Il grande quadrerno dei due gemelli, curato tagliato e riscritto innumerevoli volte o forse solo buttato giù di getto in poche settimane, rappresenta il romanzo stesso. La schizofrenia che lo compone è quella di una storia troppo irreale e mutevole per essere fissata su carta. La versione finale è quella giusta o l'ennesima scatola che contiene un'altra scatola? (Feste Antonacci docet) Insomma in sto libro si capisce un cazzo, i personaggi sono grotteschi, il finale lascia l'amaro in bocca e ti fa chiedere cosa diamine hai appena letto. Però è quel tipo di romazo che non posso che consigliare a chiunque. Leggetelo. Amatelo. Odiatelo. Capite tutto e non capite un cazzo. è la natura stessa di questo romanzo e della vita stessa.

 

 La vita è di un'inutilità totale, è non-senso, aberrazione, sofferenza infinita, invenzione di un Non-Dio di una malvagità che supera l'immaginazione.

 

Che botta di allegria eh? Sì insomma il libro è questo ma ci si fa anche due risate ogni tanto lo giuro. Pochissima contate col contagocce ma giuro che ci sono.

volevo caricare un'altra foto ma per sbaglio ho messo questa. Onestamene è un bel cavallo

 

Vabbè detto ciò cosa mi resta? Ah sì ho fatto un errore. Al momento di comprare la Trilogia della Città di K mi son ricordato di un altro romanzo che volevo leggere: Gormenghast di Mervyn Peake. Senza sapere niente ho mandato a prendere pure quello e ora ho sto bestione da 1200 pagine o poco meno che mi guarda. è quel tipo di libro talmente grosso che con un po' di impegno potrei ucciderci un bambino e oh no sto parlando come i due gemelli. Niente stasera va così meglio cercare due foto buffe, pubblicare senza rileggere e andare a dormire. è così che si fa. AH già e ricordate che il mondo è un posto davvero molto molto strano. Buonanotte.

Voto: niente voti mica siamo a scuola però leggetelo è bello

premio buffo: onestamente niente è tutto troppo triste

premio tristezza: forse la vicina di casa

premio devo rileggere il libro dopo avero finito per vedere se ho capito qualcosa: probabilmente tutti 

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