VIALE PO É MORTO. VIVA VIALE PO
In queste settimane non sono andato a Viale Po. Volevo evitarlo. Sapevo bene cosa era successo e pur concordando sulle ragioni che avevano portato a ciò non avevo la forza di guardare il temibile risultato. In paese se ne è parlato, un po' con tristezza e un po' con rassegnazione ma senza clamore o rabbia perchè sapevamo tutti che prima o poi era una roba che si sarebbe dovuto fare.
Oggi sono andato a Viale Po. Ho fatto una lunga passeggiata di un'ora e mezza dall'inizio alla fine andata e ritorno. In Piazza Bentivoglio stavano festeggiando il natale coi banchetti, le luminarie e un Babbo Natale che gira in bicicletta. Addirittura ho intravisto un recinto con gli asinelli. Nonostante ciò il Grande Fiume mi chiamava e ho capito che non potevo più ignorare il viale. Mi sono fermato su alcune panchine a pensare a ciò che avevo intorno e a ricordare i lunghi filari di alberi ombrosi che non esistono più. Sono stati tirati via tutti, segati di netto. Erano piante vecchie e malate che ad ogni giornata di maltempo creavano disagi e rischi per la sicurezza di chi transitava lungo la strada. Quindi tagliarli era una cosa buona e giusta, andava fatto senza se e senza ma. Nonostante ciò vedere il viale adesso fa male e mette addosso una tristezza dell'ostia. Arrivando dalla piazza quella linea infinita di alberi alti e dritti ha lasciato il posto ad una lunghissima cicatrice di terra e asfalto. Il paesaggio ne è stato radicalmente cambiato. Ad un certo punto camminando mi son ritrovato all'altezza dell'arginino e ho realizzato che non mi ero neanche accorto di esserci arrivato. Senza alberi il viale è diventato veramente un'altra strada sconosciuta e desolata.
| quella linea infinita di alberi alti e dritti ha lasciato il posto ad una lunghissima cicatrice di terra e asfalto. |
Dicevo che ho evitato di andare a Viale Po perchè non potevo reggere quello che era successo. Onestamente può sembrare un'esagerazione ma non è così. Quando si pensa a Gualtieri la prima cosa che viene in mente è la piazza. La seconda è Antonio Ligabue. Per me invece Gualtieri è principalmente il Viale Po. La lunga strada che porta dalla piazza fino alle rive del Grande Fiume è a tutti gli effetti parte del centro del borgo e per capirlo basta vedere una qualsiasi foto aerea. Viale Po parte direttamente dalla cima dell'argine maestro e l'argine tocca la piazza. In questo modo il Po stesso tocca la piazza e Gualtieri simbolicamente diventa come Boretto. Il fiume è lì ad un passo e il Viale è il canale attraverso il quale il piccolo borgo piccolo mostra la sua fedeltà al suo umido signore. Oltre a ciò il viale è sempre stato il luogo delle passeggiate domenicali dei gualtieresi così come le vie centrali dello shopping lo sono per gli abitanti delle città. Ecco adesso è come se l'incantesimo si fosse rotto. La terra brulla ai bordi del viale e gli innumerevoli tronconi ancora ancorati alla terra ma oramai morti, sommati al grigiore invernale, creano un ambiente triste e desolato. Senza gli alberi del viale i vari campi e gli ettari coltivati a pioppi sono facilmente visibili e ci si rende finalmente conto quanto del terreno della golena è costantemente maneggiato dall'uomo.
| Ogni tronco di albero morto è l'inizio di nuova vita. |
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